22 Dicembre 2005

IGOR PROTTI, CAPO DEGLI ULTRAS

Ieri sera all'Armando Picchi di Livorno è stata ritirata la maglia numero 10, indossata per ultimo dal più grande goleador di sempre: IGOR PROTTI. La scelta è stata presa dalla società in accordo con i tifosi e non poteva essere altrimenti.
Igor ha infatti contribuito con i suoi 124 gol alla risalita dalla C1 alla A del Livorno Calcio, entrando nella storia della società come giocatore più prolifico di sempre.
Nato a Rimini il 24-09-1967, Igor Protti esordì in serie C nella sua città natale, ancora bambino(appena 16enne). Qui colleziona 7 presenze (2 nel 1983-'84 e 5 nel 1984-'85). Ma la sua carriera comincia a prendere forma proprio nella società amaranto, grazie al suo trasferimento nell'estate del 1985.
Il suo primo gol risale alla stagione 1985/'86 in C1: il Livorno è appena stato raggiunto sul pari dal Sorrento in un incontro casalingo da vincere per scongiurare i precedenti sei pareggi consecutivi; un ragazzino promosso titolare, emulando il film Fuga per la vittoria, si fa dare il pallone a centrocampo e come rappresentato su pellicola dal Pelé attore, si produce in una magica serpentina fino alla conclusione in rete. A Livorno si fermerà 3 stagioni, dove colleziona 25 presenze e 2 gol nella prima stagione, 21 presenze e 1 gol nel 1986/'87 e 29 presenze e 9 gol nel 1987/'88.
Nel 1988/'89 è alla Virescit Bergamo in C1 (31 presenze e 10 gol), per poi firmare 3 campionati di B col Messina: 1989/'90, 35 presenze e 12 gol; 1990/'91, 35 presenze e 9 gol; 1991/'92, 35 presenze e 10 gol. E siamo al Bari col quale rimane 4 anni, 2 di B (1992/'93, 33 presenze e 9 gol; 1993/'94, 18 presenze e 6 gol) e 2 in serie A, 1994/'95 con 28 presenze e 7 gol, 1995/'96 con 33 presenze, 24 gol e il titolo di capocannoniere a ex equo con Beppe Signori e davanti a Batistuta. Entra nella storia per essere stato il primo ed ancora unico capocannoniere di una squadra poi retrocessa.
Ormai è un grande e nel 1996/'97 è alla Lazio (27 presenze e 7 gol), nel 1997/'98, al Napoli sempre in serie A con 27 presenze e 4 gol; nel 1998/'99 prima alla Lazio (nessuna presenza) e poi, da ottobre, alla Reggiana in B (24 presenze e 8 gol).
Qui emerge il suo attaccamento alla maglia amaranto, cosa ormai rara per qualsiasi giocatore. Infatti decide di trasferirsi definitivamente nel 1999/2000 tra le fila del Livorno, scendendo di una categoria (C1). Insieme a 26 presenze e 11 gol, si becca una maxisqualifica (10 giornate!!!) nel derby contro il Pisa per avere colpito con una gomitata al volto un avversario e spintonato violentemente un collaboratore dell'arbitro, tentando di colpirlo con una testata, evitata solo grazie all'intervento dei compagni.
Nel 2000/'01, sempre in C1 e sempre a Livorno, il "Principe dei gol" (così soprannominato dai tifosi) colleziona 32 presenze e 17 reti con relativo titolo di capocannoniere. Nella successiva stagione fa ancor meglio, in 31 partite segna infatti ben 27 gol, vincendo il 3° titolo di capocannoniere e diventando uno dei principali artefici della promozione in serie B del Livorno. Segna il gol decisivo nell'ultima partita a Treviso a 4 minuti dalla fine. Nel 2002/'03 conquista il 4° titolo di capocannoniere (il terzo consecutivo) con 23 gol e 37 presenze, entrando così nella storia come l'unico giocatore europeo ad aver conquistato tale titolo in 3 serie diverse.
Nella stagione 2003/'04 gli sfugge il titolo di capocannoniere, ma con 24 segnature in 46 (quarantasei!!!) partite porta il Livorno in serie A dopo 55 anni!
Qui potrebbe anche ritirarsi, ma il presidente Spinelli lo convince a fare un'altra stagione perchè la serie A lui se l'è meritata, conquistandola sul campo. Tra la grande soddisfazione dei tifosi, decide di rimandare il ritiro all'anno successivo, timbrando così la sua nona stagione nel Livorno (27 presenze e 6 gol).
Nonostante le nuove pressioni dei tifosi e di Spinelli, Igor decide che all'età di 38 anni è finalmente giunto il momento di appendere le scarpette al chiodo, lasciando un bellissimo ricordo di sè.
Così si arriva alla premiazione di ieri sera che doveva avvenire durante Livorno-Lazio, ma si è deciso di posticiparla causa una brutta influenza che ha costretto Igor a letto.
Alla vigilia del ritiro della "sua" maglia, manda l'ennesimo messaggio d'amore a tifosi e società e dimostra ancora la sua grande umilta, fuori così come in campo:
Sono molto emozionato - racconta Protti -. Questa e' la maglia a cui sono piu' legato. Io come Baresi? Lui ha fatto la storia del calcio, io ho solo scritto qualche pagina della storia del Livorno".
Poi prosegue: "Ogni ritiro ha la sua storia. Il momento magico di questa grande avventura? La promozione in A è stato un sogno, ma anche la vittoria nella Coppa Italia di C mi ha dato grande gioia."
"Io vivo qui e l'affetto di questa gente mi ripaga di tutti i sacrifici che ho fatto nella mia vita. Al momento del ritiro del 10 penserò a mio padre che non c'è più. La prima dedica andrà a lui, poi a tutti quelli che mi vogliono bene."
Siamo tanti, grande Igor, davvero tanti...

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